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13 ottobre - Fontanalia

Festa romana delle fonti e delle sorgenti, che onora (secondo Varrone) il dio Fons o Fontus che presiede ad esse. Si ornano i pozzi e si gettano fiori e offerte nelle polle e nelle sorgenti.


Preghiera delle Fonti e delle Sorgenti


Saluti, Spirito delle Fonti,
Spirito dei Pozzi e delle Sorgenti,
Dono della Terra!
Perchè anche il nostro mondo è d'acqua,
Perchè anche i nostri corpi sono d'acqua,
Perchè anche nell'aria che respiriamo
C'è la benedetta acqua,
E ancora più preziosa diventa
Quando la sete ci assale.
Fa' che non dimentichiamo mai la generosità
Della santa Madre Terra
Che dona il suo sangue
E le acque del suo grembo
Per darci la vita.
Saluti, Spirito della Fontana!
Tu che sei l'acqua pura
Che fiorisce dalla Terra,
Fa' che ricordiamo che quella purezza
Viene fuori dalla fredda pietra
E dal fango e dall'argilla.
Fa' che ricordiamo i tuoi doni
Ad ogni sorso, ad ogni goccia.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae per Devarakadus.


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7 Ottobre - Pyanepsion - Pyanepsia

I Pyanepsia erano riti che si compivano ad Atene in onore di Apollo, nel mese di Pyanepsion che da loro prende il nome. Si preparavano due tipi di offerte da portare al Dio: una sorta di zuppa di legumi (che lo onorava come Dio del Sole, e perciò responsabile della maturazione) e l'eiresione, un ramo di alloro od olivo ornato di lana bianca e viola, a cui erano appesi frutti di stagione, dolci, e piccole giare di miele, vino e olio. Questo ramo veniva portato nel tempio di Apollo da un ragazzo che avesse entrambi i parenti in vita, e lì appeso alla porta per un anno.
Questa festa sarebbe stata istitutita da Teseo, una volta tornato da Creta: Plutarco ce ne da' una testimonianza.

"Sepolto il padre, Teseo adempì al voto fatto ad Apollo, nel settimo giorno di Pianepsione: questo infatti era il giorno in cui tornarono sani e salvi in città. L'uso di cuocere legumi si dice derivi dal fatto che i giovani stessi, una volta in salvo, mescolarono insieme ciò che restava delle vivande, e lo fecero cuocere in una pentola in comune, poi si misero a tavola e pranzarono tutti insieme. Portano l'eiresione, un ramo di ulivo avvolto di lana, come il ramo di ulivo dei supplici, che ricoprono completamente di primizie in ricordo della fine della sterilità; essi cantano allora:

Eiresione, porta fichi e pingui pani,
miele in coppa e olio per ungersi,
e un calice di vino puro, perchè ubriaca dorma
."

Plutarco, Le Vite di Teseo e di Romolo, a cura di Carmine Ampolo e Mario Manfredini. Milano, Mondadori - Fondazione Valla, 1988. P.49

 

  Questa festa si svolge ogni anno al settimo giorno dopo la prima Luna Nuova di Ottobre.


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6 ottobre - Pyanepsion - Proerosia

La festa di Proerosia era una festa eleusina in onore di Demetra, una celebrazione del lavoro agricolo autunnale. Venne indetta quando l'oracolo di Apollo,  durante la Pyanepsia, disse di festeggiare la semina e l'aratura per scongiurare un'imminente carestia. Le offerte consistevano in cereali, specialmente avena e orzo. Un altro nome della festa era Proarktouria, probabilmente in quanto si teneva prima della calata della stella Arturo.

  Questa festa si svolge ogni anno al sesto giorno dopo la prima Luna Nuova di Ottobre.

 

 

 

 

 


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Devi Stotra

La prima preghiera del mattino dedicata a Bhumi Devi (la Madre Terra), che i devoti Induisti recitatano prima di scendere dal letto e di appoggiare i piedi per terra.


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Michel Pastoureau - Medioevo simbolico

Da quando è uscito Il Codice Da Vinci, non è più possibile entrare in una libreria senza ritrovarsi in uno sfolgorante angolo che promette di rivelare tutta la verità sui misteri dei Templari, del Medioevo, dell'Ultima Cena e del rapporto indiscutibile tra i cerchi del grano, gli intrecci celtici e le tagliatelle di nonna Pina.
Per chi francamente è stufo di tutto questo i libri buoni esistono ancora.
Medioevo simbolico è stata una sorpresa: nonostante le dimensioni ( 404 pag.), è scorrevole, con un'ottima suddivisione in paragrafi che lo rende facile da studiare, tratta la questione del simbolo nel Medioevo riccamente e sopratutto chiaramente, senza impegolarsi in deliri di parte e senza rendere l'argomento un'arida questione accademica. La trattazione è a tutto campo, dal regno vegetale a quello animale ai simboli della regalità, senza pretendere di dire tutto ma fornendo un ottimo metodo di analisi. Un vero gioiello per tutti gli appassionati del settore.

Voto: *****

Autore: Pastoureau Michel
Titolo: Medioevo simbolico
Editore: Laterza
Pubblicazione: 2005
Numero di pagine: 404 p.
Prezzo: € 30.00 (ed. economica € 18.00)
ISBN: 8842074837


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20 maggio - Plynteria

Athene - devarakadus In questo giorno, si celebrava nell'antica Grecia un festival chiamato Plynteria, una serie di feste primaverili, in onore della dea Atena, la dea della saggezza e della battaglia. Fu proprio da lei che la Grecia prese il nome della sua capitale: Atene. Una processione portava la statua di Atene Poliade (denominazione delle divinità eponime o protettrici di uno stato o di una città, dal greco poliás-ádos della città) dal tempio dell'Eretteo sull'acropoli alla spiaggia presso il Falero per lavarla nelle acque del mare, onde rinnovare al simulacro la forza magica; oltre a recitare preghiere si festeggiave con immensi banchetti fino al giorno seguente. Nel frattempo la città sospendeva tutti gli affari, considerandosi priva della protezione della dea.



Foto: Athena, Museo Archeologico dei Campi Flegrei - Campania


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19 maggio - Mjöllnir

MArtello - devarakadusPer coloro che seguono le tradizioni nordiche, il 19 e il 20 maggio sono dedicati al Martello di Thor, Mjöllnir (il frantumatore). Si tratta di uno strumento simbolico che scarica l'energia del giusto ordine sulla forza del caos deleterio. Secondo la mitologia, in questo momento aveva luogo il rito del giudizio tramite contesa, laddove la volontà degli dei avrebbe deciso quale dei contendenti avesse il bene dalla propria parte. Oggi i seguaci di Thor portano piccoli pendenti a forma di martello come simbolo della propria dedizione al dio del tuono del pantheon scandinavo, patrono dei marinai, degli agricoltori e delle classi meno abbienti.



Preghiera a Thor

Saluti, Thor, Signore del Martello!
Signore delle Tempeste, sul tuo carro rombante
Che squarcia il cielo,
Signore che non parla a voce bassa
E non ha tempo per intrighi
E tattiche subdole,
Protettore dell'uomo comune,
Guerriero amato dai contadini,
Aiutaci a sciogliere le nostre lingue
E a parlare con verità fiera,
Bruciante, che scuota come un colpo di martello
Tutta la volta del cielo!

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae per Devarakadus.


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15 maggio - Maia e Mercurio

Mercurio - devarakadusQuesto giorno era sacro all'antica divinità romana Maia, dea della primavera e moglie di Vulcano, collegata alla fertilità e alla crescita di tutte le creature viventi. Con il tempo venne confusa con la dea greca dallo stesso nome, che era la madre di Ermes e l'equivalente del Mercurio romano.

In questo giorno nell'antica Roma le Vergini Vestali (sacerdotesse di Vesta) celebravano cerimonie speciali per regolare l'approvvigionamento idrico per l'estate imminente. Inoltre questo era il giorno in cui i cittadini romani rendevano omaggio a Mercurio, il dio del commercio e del mercato.


Hermes/Mercurio, secondo alcuni mitologi, veniva considerato come la personificazione del vento; e certo del vento aveva molti attributi: la velocità, la leggerezza, l'incostanza dei propostiti, la monellerie e l'umore scherzoso.

Hermes/Mercurio veniva rappresentato come un giovane vigoroso e snello, dalla fisionomia intelligente e benevola. Ai piedi portava i talari, come si chiamavano gli speciali calzari alati del dio; in testa aveva un cappello da viaggio a larga tesa, detto pètaso, al quale in seguito vennero aggiunte due ali; in mano il cadùceo, un regalo di Zeus.

I nastri bianchi araldici che ornavano la verga di Hermes furono più tardi erroneamente scambiati per serpenti, poiché il dio era araldo anche di Ade.

Per approfondimenti

  • Hermes


    Preghiera a Mercurio

    Ave Mercurio, Signore dai piedi alati,
    Il più veloce nel volo, messaggero degli dei,
    Psicopompo i cui piedi sono i soli
    Che possono attraversare il cielo fino all'Oltremondo
    E tornare senza paura di essere catturato.
    Ave Mercurio che vegli su di noi
    Ogni volta che lasciamo le nostre case,
    E le tue mani ci tengono sicure in volo.
    Ave Mercurio, Signore veloce,
    Che manda i nostri messaggi nella giusta via
    Come una freccia dritta al bersaglio.
    Ave Mercurio, senza il quale nessuno
    Abbandonerebbe il cerchio del focolare senza paura,
    Senza cui le parole non arriverebbero lontano,
    Ave Mercurio, alato senza pari.
    Ti chiediamo di benedirci in tutti i nostri viaggi,
    In tutte le andate e i ritorni,
    Affinché tutti i sentieri siano benvenuti,
    E portino alla fine verso casa.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae per Devarakadus.

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14 maggio - Il sole di Mezzanotte

Nella Scandinavia del Nord, oggi ha inizio una festa di dieci settimane in omaggio alla dea del sole Dag, il nome di questa dea significa "colei che splende di tale fulgore da illuminare cielo e terra".
Iniziano così le dieci settimane consecutive di luce nell'estremo nord. Le feste culminano con Juhannuspäivä
, il 24 Giugno: il nostro San Giovanni.

A cavallo del solstizio d’estate per l’inclinazione dell’asse terrestre e per la posizione del sole rispetto alla Terra, abbiamo che il giorno è molto più lungo della notte. Cioè il tempo che trascorre tra il tramontare del Sole ed il suo sorgere è sempre più piccolo quando si è in prossimità del solstizio d’estate. Questo fenomeno è ancora più evidente vicino ai 70° di latitudine (la latitudine indica la distanza, in gradi, dall’equatore) fino al punto di non avere più il tramontare del Sole ed il suo sorgere. Il Sole, infatti, prima di raggiungere il punto dove sembra che andrà a tramontare, ricomincia la sua salita nel cielo dando l’impressione di rimbalzare.

sole di mezzanotte san giovanni devarakadus

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4 e 5 maggio - Bona Dea

Sotto l'appellativo Bona Dea, che ha un significato generale, di Grande Madre, si venerava una antica divinità indigena laziale, di cui era vietato pronunciare il nome.

La vera identità della dea traspare attraverso i vari miti che circondano la sua storia, così come ci vengono tramandati dagli autori antichi, oppure attraverso la tipologia del culto che veniva celebrato. Purtroppo la Bona Dea non trova una chiara caratterizzazione nemmeno esaminando le fonti antiche; in linea generale la versione più accreditata del mito la vuole moglie o figlia di Fauno (Ella è conosciuta anche con il nome di Fauna), secondo la versione riportata da Lattanzio [1]: una moglie molto abile in tutte le arti domestiche e molto pudica, al punto di non uscire dalla propria camera e di non vedere altro uomo che suo marito. Un giorno però trovò una brocca di vino, la bevve e si ubriacò. Suo marito la castigò a tal punto con verghe di mirto che ne morì. Questo spiega l'esclusione del mirto dal suo tempio.
 

Un'altra maniera per conoscere la dea è riscontrabile nella tipologia del culto a lei dedicato. La descrizione del culto ci mostra una divinità che opera pro populo, quindi, per la salute di tutta Roma. Quali rappresentanti al femminile dello stato, le donne dell’aristocrazia erano preposte alla celebrazione del culto, un culto che veniva svolto strettamente in privato escludendo qualunque figura maschile, compresi gli animali. La stanza della festa veniva decorata con fiori e tralci freschi di vite. Bona rappresenta tutte le cose buone della natura. Nella sua festa si simulano i misteri della vegetazione. Veniva servito del vino ma veniva chiamato "latte" (per scongiurare l'ira di Fauno) e l'orcio coperto doveva assomigliare ad un contenitore del miele.

bona dea


A proposito delle celebrazioni esclusivamente femminili: quando nel 62 a.C. Publio Clodio si travestì da donna, per partecipare segretamente al culto che si celebrava nella casa di Giulio Cesare, seguì una grave crisi politica, dovuta a questa profanazione.

A Roma tempio della Bona Dea si trovava sotto l'Aventino e qui in un Bosco sacro le donne e le ragazze celebravano ogni anno i misteri della Bona Dea nei primi di dicembre. In essi, come sopra detto, gli uomini erano esclusi. Ercole, escluso egli stesso, aveva istituito, per vendetta, presso il suo Altare, posto poco lontano da quello della dea, cerimonie dove le donne non potevano partecipare. (Vedi scritti di Macrobio [2] e Properzio [3] )

Bibliografia

[1] Lucio Cecilio Firmiano Lattanzio Divinae institutiones I,22
[2]
Macrobio - Saturnalia I,12,22-27
[3] Sesto Properzio Elegiae IV,9


Siti Archeologici


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